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S. O. S. Pronto
intervento
Come
comportarsi
In primavera
può succedere di imbattersi in giovani
uccelli a prima vista abbandonati dai genitori e bisognosi di aiuto. A volte
però, l’abbandono è solo apparente
e prelevando il piccolo dal suo ambiente, impediamo che questo venga allevato
dai suoi veri genitori. Altre volte il piccolo è effettivamente in pericolo
di vita, ma non sappiamo come comportarci per nutrirlo e crescerlo nel
migliore dei modi, al fine di reintrodurlo in natura.
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Norme
igieniche e di sicurezza: quando si rinviene un animale selvatico
è sempre opportuno maneggiarlo con i guanti o avvolgendolo delicatamente
in un panno. |
Durante le operazioni di toelettatura
dell’animale e di disinfezione delle ferite è opportuno indossare guanti usa
e getta per proteggersi da eventuali infezioni e per evitare di diventarne noi
stessi i vettori.
E'
sempre corretto
raccogliere gli uccelli che si trovano a terra? NO!
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numerose specie di uccelli passeriformi e rapaci (merli, civette,
allocchi, ecc.) abbandonano spontaneamente il nido quando non sono ancora in
grado di volare bene e continuano ad essere nutrite a terra dai genitori.
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Bisogna
capire se i piccoli sono stati abbandonati oppure no.
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È
quindi necessario attendere, senza farsi scorgere, mezz'ora - un'ora circa
per gli uccelli diurni e un paio d’ore, a partire dal tramonto, per gli
uccelli notturni. |
In modo
specifico possiamo distinguere tra i piccoli di uccello trovati fuori dal nido e
privi ancora di piume, che,
se possibile, devono essere rimessi nel nido; e i giovani già coperti di
piume trovati a terra che, invece, non sono orfani ma bensì si sono
lasciati cadere ai piedi del nido e continuano a essere nutriti dai genitori.
Quando
è necessario
soccorrere gli uccelli trovati a terra?
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1)
Quando si tratta di nidiacei
nudi o con poche piume e non c'è possibilità di rimetterli nel nido,
oppure sono feriti; |
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2)
quando si tratta di uccelli
sicuramente abbandonati dai genitori; |
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3)
quando si tratta di rondoni. |
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h
E’
opportuno in ogni caso sottoporre il trovatello a visita veterinaria ed
eventualmente affidarlo a un CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA
dove avrà la possibilità di esercitarsi in voliera prima del rilascio. |
Come
curarli
LControllare
l'aspetto esteriore
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Se
il piccolo è sporco sotto la coda, pulirlo con un batuffolo di cotone
bagnato in acqua tiepida e rimuovere tutti i residui di escrementi. Quindi,
sempre con del cotone inumidito, massaggiare la zona cloacale con movimenti
delicati ma rapidi per favorire la defecazione che potrebbe essere resa
difficoltosa dalla presenza di feci indurite. Quindi osservare le condizioni
del becco: se sporco, anche questo va pulito con cotone e acqua tiepida.
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Se
il pulcino presenta delle ferite, vanno tutte pulite e disinfettate con
prodotti tipo Bialcol, Citrosil e simili. Evitare l’uso di mercurio cromo
e tintura di iodio perché possono essere dannosi.
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Dove
tenerli
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È
importante che i piccoli mantengano una posizione corretta (= zampine sotto
al corpo) e necessitano pertanto di un giaciglio a coppa. Lo si può
costruire usando un cestino foderato di stracci o paglia e ricoperto di
carta assorbente da cambiare quando si sporca.
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Il
pulcino, accovacciato nel suo nuovo nido, va quindi collocato in una scatola
di cartone coperta con zanzariera fermata con nastro adesivo, oppure col
coperchio - in tal caso fare dei buchi per l'aria nella scatola.
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La
scatola va tenuta vicina a una fonte di calore (per es. una borsa
dell’acqua calda o un tappetino elettrico) così da ottenere una
temperatura di 25-30°C.
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NB:
se il piccolo tiene il becco aperto e fatica a respirare vuol dire che ha
troppo caldo! Bisogna quindi osservare sempre con attenzione come reagisce
alla temperatura e regolarsi di conseguenza.
Alimentazione
| NON SOMMINISTRARE MAI LATTE AGLI UCCELLI!!! |
NB:
i pulcini che hanno meno di una settimana di vita (sono senza penne) sono
difficili da allevare. Richiedono cibo in continuazione e devono essere tenuti
al caldo.
L’alimentazione varia
ovviamente in rapporto alla specie di uccello di cui ci dobbiamo occupare. È
quindi importante capire che tipo di uccello abbiamo davanti, il che non è
sempre facile.
Si
possono distinguere genericamente diversi gruppi di uccelli in base al loro
regime alimentare, tenendo però presente che in realtà non si ha mai
dipendenza completa da un unico tipo di alimento. Per esempio uccelli
insettivori come le cince è ben noto che sono in grado di cibarsi anche di semi
teneri e bacche per superare l’inverno, mentre l’airone, notoriamente
piscivoro, si nutre di una gran quantità di rane, topi, topiragno, serpenti,
insetti e molluschi.
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A)
carnivori
à
sono i cosiddetti rapaci diurni e notturni: falchi, aquile, civette, gufi e
simili. Presentano becco adunco e zampe con artigli potenti. |
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B)
insettivori
à
gli uccellini che catturano insetti sul terreno o sulla vegetazione
presentano un becco molto sottile e appuntito, come le cince, oppure
appuntito ma un po’ più robusto come il pettirosso. Quelli che invece
catturano le prede esclusivamente in volo hanno becco brevissimo, piatto e
largo (rondini, rondoni, succiacapre). Vi sono poi uccelli specializzati a
catturare insetti anche sotto la corteccia degli alberi e riescono a forare
il legno grazie a un becco duro, appuntito e ben fissato al cranio: sono i
picchi. |
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C)
granivori
à
uccellini con il becco breve, conico e molto robusto, atto a rompere i gusci
dei semi: passerotto, verdone, frosone, fringuello, ecc. |
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D)
piscivori
à
appartengono a questa categoria uccelli piccoli come il Martin pescatore, e
di grandi dimensioni come gli aironi, le garzette e così via. Si tratta di
animali che vivono in prossimità dei fiumi e sono caratterizzati da becco
lungo, appuntito e compresso. |
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E)
onnivori
à
si tratta soprattutto dei corvidi (gazze, cornacchie, ghiandaie, ecc.)
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Uccelli
rapaci diurni e notturni: falchi,
poiane, civette, allocchi, gufi.
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NB:
Allevare questi uccelli al fine di reintrodurli in natura richiede
un certo grado di specializzazione. |
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Si
tratta infatti di animali facilmente influenzabili dall'uomo e il contatto
con noi può renderli incapaci di sopravvivere una volta liberati. |
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È
molto elevato il rischio di crescere un animale sano e abile al volo che però,
una volta rilasciato nel suo ambiente, non sarà in grado di nutrirsi
autonomamente e sarà destinato a morire di fame.
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Cibo
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quaglia e pollo. Nei primi giorni di vita
dare solo la carne cruda tagliata a pezzettini avvicinandola al becco
dell'animale con delle pinzette a punta tonda. Includere anche pezzettini di
osso quando il piccolo ha già 5-6 giorni. Per stimolare il piccolo ad aprire il
becco strofinare la carne su lato del becco stesso. È necessario aggiungere vitamine
e minerali per rendere la dieta bilanciata - rivolgersi quindi
a un veterinario.
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I
rapaci non hanno bisogno di bere, bisogna però inumidire la carne
nell'acqua prima di dargliela.
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Quantità
e frequenza dei pasti
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fornire carne fino a che il gozzo è
pieno o il piccolo cessa di chiedere. Nutrire ogni 2-3 ore durante il giorno
(anche i rapaci notturni).
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Passeriformi:
storni, merli, tordi,
capinere, silvie, pettirossi, luì, usignoli, allodole, scriccioli, cince,
ballerine, ecc.
Cibo
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nei negozi per animali è possibile trovare dei pastoni per insettivori.
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Mettere
un po' di cibo su un pennellino e infilarlo nella gola del piccolo -
alternare cibo e acqua somministrandola nello stesso modo. Se il pulcino non
apre il becco dobbiamo aprirlo noi delicatamente.
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Dopo ogni pasto pulire
l'animaletto con una salvietta dai resti di cibo. |
Quantità
e frequenza dei pasti
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dare cibo fino a che il pulcino cessa
di chiederne. Nella prima settimana di vita
nutrire ogni 15 minuti durante tutto il giorno (per 12 ore, dall'alba al
tramonto). Diminuire la frequenza da ogni 15 minuti a mezz'ora a ogni 2 ore
quando il piccolo raggiunge le 2 settimane di vita.
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Svezzamento
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a partire dalle 2 settimane di età, cioè quando i piccoli hanno gli occhi
aperti le penne, aggiungere insetti alla dieta (tarme della farina decapitate)
e acquistare in un negozio per animali l'apposito pastone che andrà inumidito
con acqua. Quando il pulcino inizia a uscire dal nido lasciare dei piattini con
acqua e cibo per incoraggiarlo a mangiare da solo.
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Rondini,
balestrucci, topini, rondoni, |
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Succiacapre |
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Picchi |
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Folaghe,
gallinelle
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Nido
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Nel caso di rondini, rondoni, ecc., quando il pulcino è ormai grande
è necessario inserire nella scatola un asciugamano che dalla parete arrivi sul
fondo della scatola, tipo drappo, per consentire all'animale di stare aggrappato
verticalmente senza schiacciare la coda sul pavimento.
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Cibo
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carne cruda tritata e tarme della farina (tenebri) decapitate
e mischiate alla carne.
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Mettere un po' di cibo su un
pennellino e infilarlo nella gola del piccolo. Dopo ogni pasto pulire becco e
musetto con una salvietta dai resti di cibo.
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Per folaghe e gallinelle si
può dare anche tuorlo d'uovo bollito e pastone per insettivori.
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Quantità
e frequenza dei pasti
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Offrire cibo fino a che il piccolo cessa di
chiederne. Nutrire ogni mezz'ora durante l'arco del giorno.
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Svezzamento
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A 2 settimane di età, cioè circa quando il pulcino ha gli occhi aperti, dare
solo tarme della farina decapitate che possono essere somministrate con pinzette
a punta rotonda.
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È necessario nutrire a mano
rondini e rondoni fino al giorno del rilascio.
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Per gli
altri uccelli è invece bene incoraggiarli a mangiare da soli lasciando il cibo
e l'acqua in un piattino.
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Passeriformi:
passeri, fringuelli, cardellini anche tordi e merli, ecc.
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Galliformi:
fagiani, quaglie, pernici
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Oche,
cigni e anatre
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Tortore
e piccioni
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Cibo
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Si può acquistare in un negozio di animali del pastoncino per
canarini che va preparato fresco ogni giorno e conservato in frigo tra un
pasto e l'altro. Nel caso non si abbia subito la possibilità di acquistare il
prodotto è possibile preparare il pastoncino anche in casa à
miscelare in parti uguali il tuorlo di 1 uovo sodo (mettere l'uovo in un
tegame con acqua fredda e fare bollire almeno 15 minuti), ricotta di
latte vaccino e semolino aggiungendo acqua quanto basta per ottenere un
pastoncino morbido che andrà somministrato con una siringa senza ago o con una
pallettina. Si può conservare in frigorifero ma non va mai usato freddo.
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Mettere
un po' di cibo su un pennellino e infilarlo nella gola del piccolo - alternare
cibo e acqua somministrandola nello stesso modo. Se il pulcino non apre il becco
dobbiamo aprirlo noi delicatamente.
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Quantità
e frequenza dei pasti
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Dare cibo fino a che il pulcino cessa di
chiederne. Nella prima settimana di vita nutrire
ogni 15 minuti durante tutto il giorno (per 12 ore, dall'alba al tramonto).
Diminuire la frequenza da ogni 15 minuti a mezz'ora a ogni 2 ore quando il
piccolo raggiunge le 2 settimane di vita.
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Svezzamento
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A partire dalle 2 settimane di età (gli occhi sono aperti) dare cibo per adulti
cioè granaglie continuando per un po' con il pastone ma diminuendo la quantità.
Per i Galliformi considerare 5 settimane di età per iniziare lo svezzamento.
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Quando
il giovane esce dal nido lasciare dei piattini con acqua e cibo per
incoraggiarlo a mangiare e bere da solo. Scegliere un contenitore per l'acqua
tale da impedire che il giovane possa caderci dentro.
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Aironi,
cicogne, trampolieri
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Svassi,
strolaghe, cormorani
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Gabbiani,
sterne
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Cibo
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Pesce crudo o carne cruda a pezzetti inumiditi
nell'acqua - per le specie più piccole, come il Martin pescatore vanno bene
anche pesciolini piccoli interi. Somministrare il cibo con pinzette a punta
arrotondata facendole dondolare davanti al piccolo; fare arrivare il boccone
dall'alto nel caso di sterne e gabbiani. Oppure si può frullare il cibo e
somministrarlo con una siringa a cui è stato tolto l'ago. Per specie piccole
usare una siringa da insulina, per quelle grandi una siringa da 2,5 o 5 ml.
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Quantità
e frequenza dei pasti
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Dare cibo fino a che il pulcino cessa di
chiederne. Somministrare il pasto ogni 2 ore circa.
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Svezzamento
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Quando il piccolo ha ormai messo le penne incoraggiarlo a nutrirsi da solo
lasciando il cibo inumidito in una ciotola.
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PASSERIFORMI:
cornacchie, gazze, corvi, ghiandaie, gracchi, taccole, ecc.
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NB!!!
Allevare questi uccelli al fine di reintrodurli in natura richiede un
certo grado di specializzazione, poiché sono facilmente
influenzabili dall'uomo.
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L'eccessivo
contatto con noi può renderli dipendenti dalla
nostra presenza, per cui, una
volta liberati, torneranno a cercare l'uomo, per
esempio provando a entrare nelle case.
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È
molto elevato il rischio di crescere un animale sano e abile al volo
che
però, una volta rilasciato nel suo ambiente, non
sarà in grado di condurre la normale
vita di un suo simile selvatico. |
Cibo
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Larve d'insetto e uova strapazzate all'inizio, poi
aggiungere pane, patate e carne tritata. Il cibo va
inumidito prima della somministrazione. Quando il pulcino apre il becco inserire
il boccone in gola con una spatolina o pinzette a punta arrotondata. Si può
incoraggiare l'apertura del becco imitando il verso dei genitori - in questo
modo il piccolo associerà il suono al pasto.
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Quantità
e frequenza dei pasti
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All'inizio dare piccole quantità di cibo
frequentemente, circa ogni mezz'ora dall'alba al tramonto, se il pulcino è
molto piccolo (nudo o quasi). Controllare sempre le dimensioni del gozzo per
evitare di dare troppo cibo.
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Svezzamento
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Aggiungere al solito pasto dei pezzetti di pollo. A circa un mese di età il
piccolo inizierà a saltellare intorno al nido battendo le ali vigorosamente:
inserire nella scatola o gabbia un trespolo per consentire all'uccello di
aggrapparsi. Quando è in grado di stare in equilibrio è il momento di
spostarlo in una voliera di 1mq, sempre con un nido e vari trespoli. Dopo 3
settimane potrà essere spostato in una grande voliera dove dovrà essere
incoraggiato a cercare il cibo da solo; spargere il cibo per la voliera. Sarà pronto per la liberazione a fine estate.
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Rilascio
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In
generale tutti gli uccelli devono essere spostati in una apposita voliera almeno
2 settimane prima della liberazione per consentire loro di esercitarsi.
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Per
quanto riguarda gli uccelli acquatici, questi devono potere esercitare anche il
nuoto, facendo attenzione che l'animale, ai primi tentativi, non anneghi.
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Per
aiutare gli uccelli liberati a superare le prime difficoltà è necessario
continuare a offrire cibo lasciandolo nella voliera o nella zona di rilascio,
diminuendo gradualmente la quantità
nel tempo.
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Per
queste ragioni è fondamentale consegnare il trovatello a un centro
specializzato per il recupero della fauna selvatica dove potrà trovare le
strutture idonee e il personale specializzato alla sua reintroduzione in natura.
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Per
consegnare animali selvatici in difficoltà contattare il Centro Fauna Selvatica
"Il Pettirosso" - www.centrofaunaselvatica.it
- attivo a Modena dalla primavera del 2002, al numero 339 8183676.
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