AVERLA BRUNA

 

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Prima osservazione di Averla bruna Lanius cristatus in Italia (Bassa pianura Modenese)

Esemplare di Averla bruna Lanius cristatus catturato il 12 gennaio 2003 nei pressi della S.O.M. "La Tomina" di Mirandola (MO) (Photo M. Pesente, Tavola L. Starnini)

Carlo Giannella*, Raffaele Gemmato*, Marco Pesente** & Daniele Longhi***

* S.O.M. (Stazione Ornitologica Modenese "La Tomina") c/o Museo di Ecologia e Storia Naturale, Piazza Matteotti, 28 – 41054 Marano s/P. (MO), Italy.; ** Gruppo Nisoria, c/o Museo Archeologico Naturalistico, Contrà Santa Corona, 4 – 36100 Vicenza, Italy; *** Via XX Settembre, 182 - 46030 Sustinente (MN), Italy

KEY WORDS: Lanius cristatus, first report, Italy, Modena plain (Northern Italy)

Il 5 gennaio 2003 è stato osservato da due di noi (CG e RG) in località "La Tomina" Valli di Mortizzuolo, Mirandola (MO) [44.53 N, 11.06 E], un presunto esemplare di averla di cui le cattive condizioni metereologiche (nebbia fittissima), non avevano permesso un’attribuzione specifica certa; (un presunto esemplare del 1w di Averla piccola Lanius collurio era stato già segnalato in zona da Daniele Longhi fin dal 29 novembre, ma dopo quella osservazione fugace, purtroppo, nessuno di noi aveva avuto modo di ricontattare l’esemplare). Ad un primo esame fu invece appurato che non si trattava di Averla piccola ma, più probabilmente, di un esemplare del 1w di Averla isabellina Lanius isabellinus.

Il 12 gennaio assieme a Marco Pesente, che nel frattempo aveva provveduto a registrarne il richiamo, decidemmo di catturarla per verificarne l’identificazione, in quanto alcuni caratteri non combaciavano con quelli di una potenziale Averla isabellina: l’esemplare, infatti, sembrava più "robusto", mancante di tracce di bianco alla base delle primarie, e con coda più "snella". Innalzammo due mist net nel fosso attiguo all’area frequentata dall’uccello e con l’aiuto del richiamo riuscimmo a catturarlo in pochi minuti. Avutolo in mano fu palesemente certo che si trattava di un esemplare maschio nel 1w di Lanius cristatus, nel cui processo di identificazione particolarmente utili sono risultati: il rapporto coda/corda massima (0,98) e la differenza tra T5 e T6 nella coda, in quanto escludevano immediatamente le altre specie simili (Lanius collurio e Lanius isabellinus). Avemmo inoltre l’opportunità di controllare sia stato di abrasione che presenza o meno di tracce di precedente cattività, e visto che non erano presenti decidemmo di procedere ad inanellarlo, dopo di che esso fu immediatamente riportato nella zona di cattura e liberato.

Sono state inoltre raccolte le seguenti misure biometriche: corda max = 86,5 mm;3°RM = 65,5 mm; tarso = 25,8 mm; becco = 20,3 mm; coda = 85,0 mm; peso = 37 g., e fisiologiche: grasso secondo Kaiser = 4; muscolo = 3; muta del corpo = 0; abrasioni = 1122. Non avendo nessuno dei presenti dimestichezza con tale specie, fu fondamentale controllare in seguito ulteriore materiale bibliografico che non fece altro che confermarne l’identificazione.

Nei giorni successivi l’esemplare fu ripetutamente osservato da centinaia di persone richiamate dalla rarità della segnalazione e fu visto alimentarsi ripetutamente di grillotalpe e micromammiferi, catturati anche con terreno innevato a riprova del buono stato di salute; l’ultimo avvistamento documentato è del 6 Febbraio 2003.

Riconoscimento

Taglia di un’Averla piccola, ma con differente "jizz", dovuto principalmente alla testa più massiccia con becco bicolore e coda più lunga, sottile e decisamente rossiccia. Parti superiori bruno "infiorescenza di tifa" con bordi sabbia alle terziarie, secondarie, GC and PC e capo più aranciato. Parti inferiori bruno sabbia simili all’infiorescenza di "tifa esplosa", parti inferiori di faccia e gola bianche, striature a punta di freccia molto leggere sul petto e sui fianchi (residui del piumaggio giovanile), visibili però solo a distanza ravvicinata. Mascherina bruno nerastra ben definita, più evidente nella regione auricolare, meno evidente sulle redini e sulla fronte; sopracciglio bianco più evidente nella parte posteriore. Becco bicolore, grigio piombo con culmen e punta nerastra, ma bruno rossastro nella mandibola inferiore. Zampe e piedi bruno scuri.

L’osservazione è la prima per l’Italia e il primo caso di svernamento e l’ottava segnalazione per l’Europa ed è stata accettata dalla Commissione Ornitologica Italiana nella sua riunione del 7 febbraio 2003.

Ringraziamenti

Vorremmo qui ringraziare la moltitudine di persone che sono venute nella bassa modenese per osservare l’averla, ma in particolare Alessio Farioli (cucciolo) e Fausta Lui, fantastiche guide per centinaia di persone, Gilberto Colognesi, "oste" alla Stazione Ornitologica, gli amici del Museo di Ecologia e Storia Naturale di Marano s/P., in particolare a Renzo Rabacchi, Claudio Bertarelli, Enrico Neri, Antonio Gelati, Leonardo Cocchi, Luca Bagni, gli amici dell’ASOER: Mario Bonora, Michele Scaffidi, Ariele Magnani e Menotti Passarella, la cui magnifica descrizione del piumaggio basata sulle tonalità della tifa è stata qui ripresa, gli allievi della Stazione: Riccardo Fontana, Massimiliano Gianaroli, Giuseppe Rossi, Giancarlo Fracasso del "Gruppo Nisoria" per la continua e stimolante discussione, Gastone Pivatelli, Mauro Ferri, ed infine un grazie a Roberto Tinarelli, Nicola Baccetti e Fernando Spina per averci sostenuto nei momenti "difficili".

Bibliografia

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BEAMAN, M. & MADGE, S. 1998 – The Handbook of Bird Identification. C. Helm.

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CRAMP, S. & PERRINS, C.M. (eds) 1993 – The Birds of Western Palearctic, Vol. VII. Oxford University Press.

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GIANNELLA C., GEMMATO R., PESENTE M., LONGHI D., 2003 – The Brown Shrike in Italy – the first wintering in Europe. Birding World 16 (3):126-128.

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LEFRANC, N. & WORFOLK, T. 1997 – Shrikes . A Guide to the Shrikes of the World. Pica Press.

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LEWINGTON, I., ALSTROM, P. & COLSTON P. 1991 – A field guide to the Rare Birds of Britain & Europe. Collins.

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OLIVIER, G. 1944 – Monographie des Pies-Grièches di genre Lanius. Lacerf Rouen

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STRESEMANN, E. & STRESEMANN, V. 1971 – Die postnuptiale und die prenuptiale Vollmauser der asiatischen Würger Lanius tigrinus und L. cristatus . J. Ornithol. 112: 373-395.

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SVENSSON, L. 1992 – Identification Guide to European Passerines, 4th edition. Stockholm.

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WORFOLK, T. 2000 – Identification of Red-backed, Isabelline and Brown Shrikes. Dutch Birding 22: 323-362.

L'Averla bruna Lanius cristatus:
da dove viene e come vive la piccola cacciatrice siberiana che ha svernato nella pianura Modenese

di Carlo Giannella

L’Averla bruna è specie politipica ampiamente diffusa nella parte più orientale del continente asiatico con almeno 3 sottospecie; la sottospecie tipo (cristatus), comprendendo anche le popolazioni attribuibili al gruppo "confusus", nidifica nella Siberia centro-orientale dai Monti Altai e fiume Ob in territorio russo attraverso la Mongolia settentrionale ed orientale fino alle coste dell’oceano Pacifico; durante lo svernamento è presente nel subcontinente indiano e nella maggior parte dei territori della cosiddetta Indocina (Tailandia e Malesia). La sottospecie lucionensis è nidificante nella parte orientale della Cina, in Corea ed in Giappone (regione di Khyshu), mentre in inverno è presente in Indonesia, Filippine, e sud est della Cina. Infine la sottospecie superciliosus nidifica nell’isola di Sakalin e nelle isole dell’arcipelago giapponese, mentre in inverno è presente nella Cina meridionale (regioni di Yunnan e Hainan), in Indocina (Vietnam) e nelle isole della grande Sonda (Sumatra, Giava fino a Flores).

Tassonomicamente l’Averla bruna forma una superspecie con Lanius collurio (Averla piccola) e Lanius isabellinus (Averla isabellina) ; questa semplice ripartizione è in realtà molto più complessa per la presenza di popolazioni intermedie, per cui il quadro tassonomico potrebbe subire ulteriori modifiche nei prossimi anni. In merito poi alla probabilità di una sua comparsa nell’Europa occidentale, questa è ipotizzabile solo per la sottospecie tipica (cristatus) in quanto essa non solo nidifica in condizioni di parziale simpatria con il Calandro maggiore (Anthus richardi) e con il Luì del Pallas (Phylloscopus proregulus), due tra le specie siberiane più comuni nel Paleartico occidentale, ma anche è l’unica a nidificare ad occidente dello spartiacque del Lago Baikal.

Si riproduce in una grande varietà di habitat, solitamente in ambienti boreali (ambienti di Taiga e foresta decidua) ma spaziando da ambienti semi desertici e di steppa fino a quelli caratteristici delle latitudini artiche; in ambienti di taiga solitamente evita la foresta densa, preferendo zone più spaziate con ampie radure, mentre in ambiente artico preferisce cespuglieti con fitta vegetazione erbacea; in Cina popola boschetti anche vicino ai villaggi. Nei territori di svernamento frequenta bordi di foresta, giungla cespugliata, vegetazione erbacea con scarsi cespugli ed alberi, dalla pianura fino ad oltre 2000 m.

Di abitudini predatorie come tutte le congeneri, si nutre di cavallette, grillotalpe, ed anche di micromammiferi.

Tutte le popolazioni sono principalmente migratorie, a parte una piccola sovrapposizione dei due areali nel sud est della Cina; le popolazioni occidentali abbandonano i quartieri riproduttivi già a fine Luglio, e gli arrivi nei quartieri invernali sono cadenzati da Agosto ad Ottobre/inizio Novembre: questi ultimi sono nuovamente abbandonati da Aprile ad inizio Maggio con arrivo nei quartieri riproduttivi da metà Maggio a metà Giugno.

L’ Averla bruna è stata segnalata almeno 8 volte e tutte abbastanza recenti nel Paleartico occidentale: la prima segnalazione, del 1985 è quella di un adulto osservato alle isole Shetland dal 30 Settembre al 2 Ottobre, e inanellato; la seconda di un immaturo catturato nel 1988 in Danimarca (anch’esso inanellato), per continuare poi con altri 2 esemplari segnalati in Inghilterra, 1 in Irlanda, 1 in Francia, 1 in Germania, ed infine questo italiano, l’unico che ha anche svernato.

Letture di approfondimento consigliate:

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BEAMAN, M. & MADGE, S. 1998 – The Handbook of Bird Identification. Helm.

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CRAMP, S. & PERRINS, C M (eds) 1993 - The Birds of Western Palearctic. Vol VII. Oxford. University. Press.

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DEMENTEV, G.P. & GLADKOV, N.A. 1954 – Birds of the Soviet Union, Moscow.

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JENNI, L. & WINKLER, R. 1994 – Moult and Ageing of European Passerines. Academic Press.

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LEFRANC, N. & WORFOLK, T. 1997 – Shrikes. A guide to the Shrikes of the World. Pica Press.

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LEWINGTON, I., ALSTRÖM, P.& COLSTON, P 1991 – A field guide to the Rare Birds of Britain & Europe: Collins.

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MULLARNEY, K., SVENSSON, L., ZETTESTRÖM, D., GRANT, P.J., 1999 – Collins Bird Guide – Harper Collins

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OLIVIER, G. 1944 – Monographie des Pies-Grièches du genre Lanius. Lacerf Rouen.

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SNOW, D. & PERRINS, C M (eds) 1993 - The Complete Birds of western Palearctic on CD-ROM. O.U.P..

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STRESEMANN, E. & STRESEMANN, V. 1971 – Die postnuptiale und die prenuptiale Vollmauser der asiatischen Würger Lanius tigrinus und L. cristatus . J. Ornithol. 112: 373-395.

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SVENSSON, L., 1992 – Identification Guide to European Passerines. IV edition. Stockholm.

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WORFOLK, T. 2000 – Identification of red-backed, isabelline and brown shrikes. Dutch Birding 22 (6): 323-362.

Le Averle nella rete

di Fausta Lui

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Chi, stimolato dalla comparsa dell’Averla bruna alla Stazione Ornitologica Modenese "La Tomina" di Mirandola nell’inverno scorso, cercasse ulteriori informazioni su Internet, fra i primi siti dedicati al Lanius cristatus troverebbe questa bella pagina, che e’ un vero trattato enciclopedico sulla specie: http://www.chebucto.ns.ca/Environment/NHR/Shrike/index.html

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Per la creazione di questa pagina l’autore, Christopher Majka, ha preso spunto dalla comparsa di un L. cristatus in Nova Scotia (Canada) nel Novembre-Dicembre 1997; vi ha riportato infatti informazioni (alcune foto, resoconti dettagliati) legate proprio a quell’episodio. Oltre a questo ha pero’ raccolto anche una gran messe di dati su distribuzione, sistematica e biologia della specie, presi soprattutto dal Dementev and Gladkov: Birds of the Soviet Union (1954); inoltre disegni e foto da innumerevoli testi e alcuni riferimenti bibliografici ad articoli scientifici.

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Sul sito: http://www.kolkatabirds.com/newbird1.htm si trova invece il resoconto dell’avvistamento per la prima volta in India della sottospecie giapponese di Averla bruna, L. cristatus superciliosus, con foto.

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Il sito: http://www.eurobirding.co.uk/index.html fornisce un breve resoconto dello status, della distribuzione e dell’habitat di tutte le specie presenti nel Paleartico Occidentale; in particolare, cercando informazioni sul Lanius cristatus si trova una pagina gia’ aggiornata con il recente avvistamento nel Modenese.

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Sul sito della casa editrice Pica Press si puo’ trovare la pubblicita’ per il testo "Shrikes" di Norbert Lefranc,illustrato da Tim Norfok, ed anche una pagina con una tavola illustrativa proprio delle differenze fra Averla piccola e Averla bruna: http://www.birdbooksdirect.com/shrike.htm

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Attraverso il sito: http://egiwcruzool.zoo.ox.ac.uk/ROL/ROLdetails.htm si puo’ avere accesso al database "Recent Ornitological Literature", su cui si possono trovare riferimenti bibliografici ad articoli scientifici di argomento ornitologico. Digitando "lanius" si ottiene un elenco di numerose citazioni riguardanti le diverse specie di Averla, ed in particolare un paio proprio sulla Averla bruna.

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Se poi il nostro interesse si allarga alle Averle in generale, possiamo trovare sul sito della Comunita’ Europea: http://europa.eu.int/comm/environment/nature/directive/index_en.htm#S l’elenco delle specie di uccelli piu’ minacciati, fra cui figurano l’Averla piccola L. collurio e l’Averla cenerina L. minor.

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Informazioni sullo status conservazionistico delle Averle nidificanti in Italia si trovano sul sito del CISO: http://www.ciso-coi.org

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Da questa pagina, cliccando su "Italian Check-lists and Atlases" e poi da qui su "New red list" si accede alla cosiddetta "Lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia". In particolare, l’Averla cenerina L. minor viene indicata come "In pericolo", e l’A. capirossa L. senator come "A minor rischio".

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Informazioni piu’ dettagliate sulla distribuzione e la densita’ della Averla piccola, presa come specie-esempio, sono state ricavate dai dati del progetto MITO, e sono reperibili su: http://www.ciso-coi.org/averlapiccola.htm

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Per chi avesse bisogno di un ripasso di "basic birdwatching", e’ disponibile in rete l’articolo di Roberto Garavaglia, comparso sulla rivista multimediale "Quaderni di birdwatching" (QB), che illustra le differenze fra Averla cenerina e Averla maggiore: http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/ebnitalia2/QB004/averle.htm

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Invece, per i birders piu’ esperti, un articolo di Daniele Occhiato, comparso sempre su QB: http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/ebnitalia2/QB004/averlemag.htm che tratta delle finezze dell’identificazione delle cosiddette Averle "maggiori" del Paleartico Occidentale, cioe’ l’Averla maggiore Lanius excubitor e l’Averla maggiore meridionale L. meridionalis, confrontate anche con l’Averla maggiore orientale L. e. homeyeri e con l’Averla maggiore beccopallido L. m. pallidirostris.

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